Lorenzo de Luca e il suo Luna Park chiamato FieraCavalli

Lorenzo de Luca e Halifax - Ph:JV/S.Grasso

La strepitosa serie di prestazioni ad altissimo livello e la splendida equitazione della quale è interprete hanno reso oramai da tempo Lorenzo De Luca come uno dei cavalieri più attesi. Ovunque e in qualsiasi concorso partecipi.

A maggior ragione in Italia e a Jumping Verona dove ritorna dopo il quarto posto dello scorso anno.

Ma se oggi Lorenzo De Luca è uno dei primi cavalieri al mondo, un ‘top rider’ ammirato da tutti gli appassionati di salto ostacoli e non solo, lo deve sicuramente al suo talento, alla classe e alla grande dote di saper restare umile. Sempre.
Come quando ricorda l’approccio con Fieracavalli. “A nove anni mi facevo accompagnare dai miei genitori in un maneggio a Lecce. Guardavo, montavo qualche cavallino, le mie gioie erano tutte lì. Uno dei momenti che aspettavo con trepidazione era l’arrivo dell’autunno. A Verona c’era Fieracavalli e per i dirigenti del mio maneggio era un appuntamento cerchiato in rosso sul calendario. Partivo in treno con tutti i ragazzi del maneggio, ero il più piccolo, i miei genitori mi affidavano ai più grandi. Ero eccitatissimo. Ogni volta che entravo in Fiera per me era come passare una giornata con gli amici al Luna Park. Ma qui era ancora meglio. Restavo a bocca aperta nel vedere sfilare quei campioni in sella a cavalli grandi e bellissimi. In realtà non vedevo niente della Fiera, passavo la giornata attaccato alle barriere che delimitano il rientro dei cavalieri in scuderia con una matita e un quaderno in mano per gli autografi. Era pazzesco. E oggi gli autografi li firmo io. Guardo il volto di questi ragazzini e penso a quello che sognavo io. Ora tocca a loro”.

Fonte: CS Jumping Verona

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