120×120 Gran Premio FieraCavalli: non chiamateli amatori!

Si chiama “120×120 Gran Premio Fieracavalli”: è la gara più rappresentativa della rassegna internazionale di Verona (25-28 ottobre).

 

Disciplina equestre, il salto ostacoli, che vedrà 120 binomi in campo nel padiglione 8 – lo stesso della Longines FEI World Cup – per celebrare i 120 anni di storia della fiera scaligera.

Delle 15 regioni rappresentate (Alto Adige, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto), il record in termini di partecipazione va alla Lombardia, che rappresenta il 25% (30 i binomi al via). Segue il Veneto (17 concorrenti) e la Puglia (15).

Alta percentuale rosa – 70% – dei concorrenti, 53 gli atleti senior. Ma non chiamateli amatori!

Molti di loro hanno contribuito, o lo fanno tuttora, a nutrire lo sport di  base e di vertice. E’ d’accordo Marco di Paola, presidente FISE, amatore che ha supportato la carriera di Luca Marziani con Wivina e con Tokyo du Soleil, fino alla vittoria della Coppa delle Nazioni a Piazza di Siena. “Gli amatori – ha commentato il presidente – sono il vero motore del movimento equestre: danno impulso allo sport, sostengono la carriera di giovani promesse, investono nell’allevamento e compiono grandi sacrifici per proseguire agonisticamente. Sono il simbolo della pura passione”.

Antonio Mastrorilli e l’Ares  di Bicocchi.

Il barese Antonio Mastrorilli, 53 anni, acquistò un 4 anni di nome Ares. Lo stesso Ares che, 3 anni dopo, comprò Emilio Bicocchi. Il resto è storia che parla di prima squadra e FEI Nations Cup. In Puglia resta il campo gara “Ares” della Scuderia Terra degli Ulivi (Ruvo di Puglia), di cui Mastrorilli è proprietario.

 

Antonio Carraro, business e vita a sostegno dei cavalli e dello sport.

Veneto (di Padova), 58 anni, Antonio Carraro ha in passato rappresentato l’Italia in una decina di Coppe delle Nazioni e oggi si dichiara “un dilettante”. I suoi cavali invecchiano in casa. Quelli venduti li ha poi ricomprati a fine carriera o quasi. Il più longevo ha vissuto 34 anni. Sono in tutto 50 gli equini che ha in scuderia. Età: da 3 mesi a 28 anni.

Come proprietario, ha supportato Alberto Zorzi prima del suo trasferimento da Jan Tops e oggi volge la sua attenzione sull’icona equestre Gianni Govoni e sul talento emergente Giacomo Casadei (neo-eletto campione olimpico giovanile).

Il suo legame con Fieracavalli affonda radici lunghe nel tempo, come visitatore – era un bambino quando ci andava con il papà – e come imprenditore. I suoi trattori agricoli – Antonio Carraro è stata fondata nel 1910 – hanno contribuito a “dare ai cavalli il loro giusto posto accanto all’uomo, non più come mezzo di lavoro ma come amici preziosi in gara e nella vita di tutti i giorni”. Con queste parole, Carraro celebra i 120 anni di Fieracavalli e partecipa alla gara che rappresenta questo traguardo.

 

Erika Conzatti e il suo #MaiMollare.

Erika Conzatti: trentasei anni, comasca di nascita e bresciana di sede sportiva, è una paratleta del salto ostacoli che compete contro i “normodotati”. Questa competizione è per lei “come una finale di Coppa del Mondo”. “Integrazione”: è il messaggio di Erika riassunto con l’hashtag #MaiMollare; il suo mantra di fronte alle difficoltà della vita. Una testimonianza ben evidenziata nel suo libro, “L’anima della Passione”, che ha intrapreso un tour – organizzato in collaborazione con Equideando – in vari maneggi della Lombardia. Dopo Verona, ad aspettarla è tutta Italia.

 

Stefano Magarò e la Ulane de Coquerie di Alberto Zorzi.

Stefano Magarò ha 46 anni, è nato a Pesaro e vive a Fano. Il cavaliere marchigiano è un chirurgo ortopedico con una passione nata in giovane età.

In vacanza con i genitori, già da bambino, la sua prima ossessione era cercare il maneggio più vicino per fare passeggiate.

A 14 anni ha preferito avere un cavallo rispetto allo scooter. Risultato: per andare a montare, si faceva 20 chilometri a piedi, ogni giorno, da Pesaro a Cattolica. La storia di Stefano Magarò si collega a Fieracavalli 2018 attraverso Alberto Zorzi. Collante: Ulane de Coquerie, nuova compagna di gara che, sotto la sella del fuoriclasse azzurro, ha collezionato le sue prime vittorie internazionali. Ultima, quella di Oslo, in una gara della Coppa del Mondo norvegese (categoria 155/160).

Stefano Magarò ha acquistato Ulane de Coquerie quando aveva 6 anni. Poca esperienza, carattere particolare, lo fa cadere appena mette il piede nella staffa. Ciò nonostante, la prova si conclude con successo. “Amore a prima vista, la cavalla migliore che io abbia mai provato nella mia vita”, racconta Magarò, che aggiunge “Ho sempre pensato che potesse fare di più, nonostante, nel corso degli anni, in molti l’abbiano definita “un criceto con pochi mezzi”. Oggi il criceto salta 1 metro e 60”. Stefano Magarò parteciperà al 120 x 120 Gran Premio Fieracavalli nello stesso padiglione di Alberto Zorzi, che affronterà la Coppa del Mondo con Ulane de Coquerie (acquistata da Jan Tops). Sulla Fiera di Verona dichiara: “Ci vado da quando ho 10 anni, è un appuntamento fisso”. Sull’evento inedito dedicato ai 120 anni di Fieracavalli commenta “E’ un’opportunità per i giovani e per gli amatori, quella di condividere il campo della Coppa del Mondo con i grandi campioni. Un’idea strepitosa, che da impulso al movimento”.

 

Nespola, in rappresentanza del Made in Italy. 

Trentadue i cavalli italiani, pari al 30% della starting list, nel 120 X 120 Gran Premio Fieracavalli.

Tra i “cavalli azzurri”, Nespola del Terriccio che, sotto la sella di Valentina Bartoli,  contribuisce a tenere alto il made in Italy. Per essere più precisi, la sua etichetta è il “made in Tuscany” che a Castellina Marittima (Pisa) sa anche di eccellenza enologica con i noti vigneti del Castello del Terriccio. Nespola potrà vantarsi di essere cresciuta accanto al noto Lupicaia e di essere stata selezionata da Gian Annibale Rossi Di Medelana come lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon e il Merlot.

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