Il ruolo vitale e sportivo dei muscoli del cavallo

Ph:FEI Eu Champ./FBGranPrix/PSV

Abbiamo tutti bene in mente di quale maestria, leggerezza e magnificenza possa essere espressa dal movimento di un cavallo, qualunque sia il gesto, da una sgroppata in libertà al repentino movimento richiesto in gare contro il tempo.

Una buona coordinazione tra tutte le componenti del sistema muscolo scheletrico è alla base di un movimento efficace, fluido e senza dolore. Al contrario, un trauma od un malfunzionamento di una delle parti dell’apparato locomotore avrà in ogni caso un impatto negativo a livello di performance.

I muscoli sono organi effettori ovvero consentono di eseguire un’azione volontaria pensata dal cervello, come galoppare, nitrire, raspare; ma svolgono anche azioni involontarie e fondamentali come, per citarne alcune, respirare, deglutire e controllare gli sfinteri.

Permettono quindi il movimento ma sostengono anche l’apparato scheletrico dando nel contempo forma al corpo.

Come abbiamo sopra detto, i muscoli attendono a funzioni vitali fondamentali come l’attività cardiaca, la respirazione, la circolazione sanguigna e linfatica ed i processi digestivi.

In ultimo producono calore contribuendo con la loro attività al delicato sistema di controllo della temperatura corporea.

– ph.Stefano Grasso/LGCT

Tanto più ci prendiamo cura dei muscoli o meglio del sistema muscolo scheletrico tanto più assicureremo una longevità atletica al nostro cavallo, qualunque sia il tipo ed il livello dell’attività svolta insieme.

Il recupero e la riabilitazione del muscolo iniziano dalla fase del riscaldamento. Un corretto warmup prepara l’organismo al prossimo esercizio, aumentando i livelli di ossigeno ai tessuti, rilasciando sangue dalla milza e liberando l’accesso alle scorte energetiche. Letteralmente si innalza la temperatura che contribuisce ad aumentare l’elasticità di tendini e legamenti, migliorando il movimento e prevenendo così possibili traumi.

Una buona condizione fisica è l’obiettivo da raggiungere in progressione per mantenere in salute il nostro compagno.

Il fitness oltre ad essere obiettivo è al tempo stesso prevenzione, un buon lavoro aerobico fa produrre meno calore e meno metaboliti come l’acido lattico.

Abbiamo fatto tutti uno corsetta al di sopra della nostra condizione fisica…. e l’indomani abbiamo tutti provato quella dolorosa sensazione di tensione ed indolenzimento ai polpacci. Comunemente si attribuisce al fatidico acido lattico, ma per sfatare le voci del bar, sono tutti microtraumatismi a carico delle fibre muscolari ed altre strutture(ad es legamenti), dovuti ad un esercizio troppo intenso o ad un muscolo poco o male allenato.

Dobbiamo ricordare che anche un buon allenamento ha come conseguenza microtraumi che pur rappresentando un fattore infiammatorio stimolano le capacita di adattamento allo sforzo stesso. La gradualità  del programma di training risulta indispensabile.

– Ph:StephexMasters/jerroenwillems.be

Regole: progressione, warmup, tempi di recupero, comprensione, dialogo (per ridurre lo stress emotivo), lavoro aerobico, un lungo cool-down con lenti movimenti per assicurare perdita di calore e smaltimento dei metaboliti prodotti sono una buona base di partenza.

Diagnosticare un dolore muscolare può essere molto difficile nella pratica veterinaria, cosi come per un attento cavaliere interpretare correttamente la fatica del cavallo, ma entrambi i casi potrebbero essere causa di rifiuto al lavoro, poor performance o concausa di un trauma più importante.

Una buona alimentazione, studiata in relazione alla attività praticata, età e condizione assicura l’assunzione degli elementi necessari per le fasi anaboliche ovvero di costruzione o comunque mantenimento dei tessuti.

Parlando di muscolo ed alimentazione si devono ricordare alcune sindromi metaboliche caratteristiche (ad es. tying-up) che possono colpire il cavallo. In questo caso, il rapido intervento del veterinario, il controllo alimentare e del training possono consentire un recupero del soggetto.

Come un uomo, un cavallo potrebbe resistere senza cibo per svariati giorni, ma già 24-48 ore senza acqua possono essere fatali.

Ph:KnokkeHippique/jerroenwillems.be

L’idratazione gioca un ruolo essenziale nel buon funzionamento di tutto l’organismo, assicurando una corretta sudorazione, regolando il ritmo cardiaco, idratando i tessuti.

Imparare a conoscere le abitudini di abbeverata del nostro cavallo, monitorare la quantità consumata sarebbe buona abitudine per poter intervenire in caso di ridotta assunzione.

Controllare e pulire periodicamente il beverino come lasciare sempre anche un secchio a disposizione sono le minime ed indispensabili mansioni da svolgere {Esistono ora in commercio dei devices capaci di monitorare tutti i dati legati al consumo di acqua del nostro cavallo da remoto}.

In relazione alla attività praticata e sotto diretto consiglio del veterinario in alcuni casi può essere utile una integrazione specifica alla dieta.

Esistono oggi sul mercato una serie di prodotti che apportano nutrienti specifici utili per prevenire e coadiuvare un’eventuale terapia medica, piuttosto che implementare l’assunzione dei nutrienti stessi in caso di esercizio e sforzo intensi.

I più comuni sono sicuramente gli elettroliti che vanno ad integrare la quota persa con l’esercizio.

Le vitamine in particolare modo la vit E, la C e il gruppo B sono tra quelle più consigliate per l’attività antiossidante e positiva sull’attività muscolare.

Un’attenzione particolare meritano tutti i fitocomplessi che hanno dimostrato di coadiuvare la funzionalità muscolare grazie alle loro forti proprietà adattogene ed antiossidanti. Altri integratori sempre a base o implementati di estratti vegetali specifici possono altresì favorire la fase anabolica muscolare ossia l’aumento della massa muscolare stessa.

Nei casi si ritenga opportuno lavorare in tal senso, sempre sotto controllo veterinario, una fonte proteica o amminoacidica aggiuntiva può essere una strada complementare.

Anche alcuni acidi grassi essenziali, Omega 3,6,9 di fonte vegetale o marina possono trovare riscontro come integrazione antiossidante della dieta.

Un buon management di scuderia fa la differenza.

Testo di Vittorio Rocchelli

 

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