Alberto Zorzi: “Lo sport insegna che nella vita bisogna accettare vittorie e sconfitte”

Alberto Zorzi e Fair Light van't Heike - ph.Stefano Grasso/LGCT

A meno di 4 settimane dall’appuntamento romano del Longines Global Champions Tour 2018, il fenomeno azzurro Alberto Zorzi balza al terzo posto della ranking del ricco circuito ideato dal campione olimpico di Barcellona’92, Jan Tops.

Una gara, quella di ieri a Valkenswaard, che lascia l’azzurro con l’amaro in bocca: dall’aspettativa della vittoria in Gran Premio, al sesto posto per colpa di un errore sull’ultimo salto.

“Mannaggia ieri! Mentre Fair Light van T Heike era ancora in aria – spiega il fuoriclasse veneto – sopra l’oxer finale, ho avvertito un piccolissimo “tic”. Immediatamente mi sono detto che era troppo lieve quel “tic” per far cadere una barriera. Un millesimo di secondo dopo sento un forte “tac” alle mie spalle e girando la testa ho visto la barriera cadere. “No, non ci credo!”, mi son detto scrollando la testa e accarezzando Fair Light. Aveva saltato super”.

Ad attenderlo, fuori dal campo, Jan Tops, suo allenatore.

Alberto Zorzi e Fair Light van’t Heike –
ph.Stefano Grasso/LGCT

“Lui mi aveva detto di girare dietro la gabbia per affrontare l’oxer finale, ma questo avrebbe allungato il mio tempo di un paio di secondi. Io sentivo Fair Light in super forma, giocavo in casa, volevo vincere e, mentre volavo sopra il verticale, ho deciso di fare la via più breve tagliando dentro alla gabbia! Del resto, per vincere devi correre dei rischi, ma lo sport ti insegna che nella vita bisogna accettare vittorie e sconfitte. Ciò che conta è che ora la mia cavalla sia in forma fisica e mentale. Speriamo che resti così fino a Roma. Dall’ingresso nell’arena dello Stadio dei Marmi ci dividono tre settimane e per lei saranno tre settimane di riposo, senza dubbio un meritato riposo!”.

Relativamente alle aspettative sulla tappa capitolina, Zorzi chiarisce: “Ogni giorno è una nuova sfida, saranno tanti i cavalieri forti in questa gara, io non mi sento favorito, anche perchè  l’inganno o la sfortuna possono essere sempre dietro l’angolo in questa disciplina”.

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