Grazie Federigo!

150 anni fa nacque Federigo Caprilli, capitano di cavalleria.

Se non fosse esistito Caprilli, molto probabilmente non conosceremmo l’equitazione sportiva moderna di salto ostacoli e di completo così come oggi la conosciamo. Così come, se non fosse nato Galileo non sapremmo che la Terra gira intorno al Sole.

L’intuizione caprilliana e quella galileiana, per noi appassionati cavalieri, hanno più o meno la stessa importanza.

Ma cos’è veramente l’intuizione caprilliana, ovvero come tutti la definiscono Il sistema naturale?

“… a cavallo fare e tirare è assai facile e troppo spesso nocivo, assai difficile e quasi sempre utile saper lasciar fare il cavallo e saper cedere in qualunque circostanza”.

Caprilli morì giovane, in circostanze mai veramente chiarite e ci lasciò solo poche e preziosissime pagine del suo sistema che costituiscono la base dello stesso. Ne avesse avuto il tempo forse avrebbe codificato un metodo più articolato.

Quelle poche pagine, in ogni caso, sono bastate a rivoluzionare, nel mondo, il modo di montare a cavallo e sono la base imprescindibile per qualunque sistema. A noi, cavalieri senza ambizioni di allori olimpici, ma paghi di un’equitazione fine e piacevole (anche per il cavallo), quelle note sono la Bibbia, perché, ricordate che “… a cavallo fare e tirare è assai facile e troppo spesso nocivo…”.

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