Guarire e ringiovanire con le staminali: oggi è potenzialmente possibile

DALLA VETERINARIA IL FUTURO DELLA SALUTE UMANA

Cellule staminali in grado di garantire un protocollo terapeutico privo di effetti collaterali sono quelle derivate dal sangue, unico tessuto che entra in contatto con l’intero organismo. A ribadirlo è il Dottor Marco Polettini, medico veterinario che dal 2006 opera nel settore della ricerca scientifica sulle cellule staminali. Il suo ultimo libro “Cellule staminali autologhe in farmacia” (Edizioni Altea, 2017) testimonia la realizzazione di un nuovo paradigma terapeutico in accordo con le leggi della fisica moderna in grado di migliorare la qualità della vita negli animali e contrastarne l’invecchiamento.

I risultati straordinari e talvolta contro-intuitivi, prodotti dalle cellule staminali autologhe, aprono le porte ad una rivoluzionaria applicazione in ambito umano, per combattere molte malattie in modo efficace e, soprattutto, senza il rischio di rigetto.

“Le cellule staminali autologhe sono cellule prelevate e reinoculate nello stesso individuo. Questo non solo annulla il rischio di rigetto ma tutela dal rischio di contrarre patologie per trasfusione.”, ha dichiarato Polettini.

Le staminali ottenute dal sangue sono di tre tipologie, tra cui le Staminali Pluripotenti. Queste cellule non vengono considerate dei mattoni per ricostruire un muro, ma dei direttori d’orchestra che interagiscono con il sistema psico-neuro endocrino immunitario dell’individuo a cui appartengono. Le staminali ottenute dal sangue sono ricche di energia informativa che guida come fosse un navigatore il nostro corpo verso la salute e tale caratteristica gli permette di produrre effetti bio-fisici non locali.

In poche parole, quello che avviene quando il corpo si auto-ripara da una ferita o una frattura, può essere amplificato in caso di lesioni ben più gravi.

Ma cosa sono le cellule staminali pluripotenti?

Sono cellule capaci di dividersi infinite volte e dar vita a molteplici linee cellulari per formare l’organismo. “L’effetto “riparatore” – ha dichiarato Polettini – avviene grazie alle cellule staminali adulte che, però, paradossalmente, sono presenti in numero limitato nell’organismo in età adulta. Il nostro lavoro si concretizza proprio nell’incremento delle cellule staminali che permetterà all’organismo di avere ulteriori alleati per combattere la malattia in modo più efficace”.

Le staminali pluripotenti sono presenti in numero notevole nello stato fetale, la loro progressiva diminuzione è proporzionale all’invecchiamento, teoricamente quindi aumentando queste cellule rallenteremmo l’invecchiamento con tutte le patologie ad esso correlate.

Se questo protocollo, per ora attivo in campo veterinario, sarà applicato in medicina umana a livello nazionale si otterrà un beneficio in termini di salute della popolazione, un abbattimento di costi del sistema sanitario e soprattutto uno straordinario ritorno in termini di immagine per l’Italia.

Dottore cosa manca affinché diventi realtà?

“Questa terapia rappresenta un nuovo paradigma fondato sulla fisica moderna. Attualmente la medicina è ancora legata alla fisica meccanicistica, quella di Newton, che si è estinta 120 anni fa quando Einstein pubblicò il suo lavoro sulla relatività. È normale che un drastico cambiamento di rotta e distruzione di certezze destabilizzi gli addetti ai lavori. Per questo il mio libro è indirizzato ai pazienti, i diretti interessati dall’efficacia delle cure. Saranno loro ad auspicare un cambiamento e sarà la loro condivisione a rendere inevitabile l’attuazione del nuovo paradigma”.

“I cambiamenti non si verificano cercando di costringere voi stessi a cambiare, bensì diventando consapevoli di quello che non sta funzionando”, dichiarava Shakti Gawain.

“Le staminali del sangue sono indiscutibilmente il futuro e il futuro non si può fermare!”, ha aggiunto Polettini. “Se per la classe medica sarà più difficile cambiare non lo sarà per la casa farmaceutica che capirà che questa terapia rappresenta il domani. Quanti kits di provette, diversi per ogni malattia, si potrebbero vendere in farmacia? Quanto fatturerebbe un kit efficace nel contrastare l’Alzheimer?”.

Dalle prospettive future al presente, Polettini confida: “Sto lavorando con il mio gruppo sulla contrattilità del miocardio e confidiamo di presentarlo presto come primo trial sperimentale umano”.

Testo: Daniela Cursi

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