La storia di Corée de Hus

Gregory Wathelet e Coree - ph.Stefano Grasso/LGCT

Dopo la recente vittoria della qualitativa grigia Corée de Hus nel GP di Aquisgrana, Studforlife le ha dedicato un articolo, ripercorrendone la storia fin da quando era puledra. Una storia molto interessante che abbiamo deciso di riportare qui, limitandoci alla testimonianza del suo scopritore.

Una tournée fortunata
Undici anni fa, questa figlia di Cornet Obolensky nasceva da Sabine Kessler a Lippetal-Lippborg, vale a dire a meno di 200 km dallo stadio di Aquisgrana. Ed è proprio in allevamento che Guillaume Ansquer (élevage de Kreisker), uno dei più fedeli consiglieri del proprietario dell’Haras de Hus, l’ha notata.

Il Signor Marie desiderava acquistare alcuni prodotti di Cornet Obolensky. Mi recai, quindi, in Germania per fare un giro alla ricerca di puledri di Cornet. Avevamo una lista di allevatori a cui fare visita e avevamo comprato due puledri abbastanza “normali”. Alla fine della tournée , era già tardi e ce ne rimaneva ancora una da vedere. Mi sono detto che saremmo ugualmente andati a vederla. Era un piccolo allevatore che allevava anche suini. Abbiamo visto questa puledra che, davanti ai nostri occhi, si muoveva in maniera spettacolare. Quando le persone ci hanno detto il prezzo, non abbiamo esitato … chiedevano 3500 euro! Era la meno cara ed oggi risulta la migliore. Al mio ritorno all’Haras de Hus, Mr Marie non era, tuttavia, contento della puledra perché non aveva una linea materna e pensava che, probabilmente, non era stato un affare acquistarla. Gli proposi quindi di prenderla io, ma l’indomani mi richiamò, dicendomi che a quel prezzo poteva tenerla, visto che non correva un gran rischio”, si ricorda il titolare dell’allevamento de Kreisker.

Gregory Wathelet e Coree –
ph.RolexGrandSlam

“La puledra era grigia scura, quasi morella. Aveva una linea superiore un po’ rigida ma si muoveva sempre con forza. Aveva temperamento perché, mi ricordo, sgroppava in tutti sensi. Aveva molta personalità. Io che amo i cavalli insanguati, la trovavo simpatica. Trovavo che aveva qualcosa. Era molto difficile, perché di solito faccio molta attenzione alle linee materne ma quando si fanno questi giri lunghi senza trovare quello che si cerca, è difficile e lei emergeva dal lotto rispetto a quello che avevamo visto durante il giorno. Mi sono detto “pazienza, non rischiamo molto”. Non ha famiglia ma al massimo farà la cavalla da sport. Non aveva pensato lontanamente all’allevamento”, prosegue Guillaume Ansquer.

In realtà, non è proprio vero che Corée è priva di linea materna. Rispetto ai cavalli comprati solitamente dall’Haras de Hus è, tuttavia, indubbio che le sue origini sono molto modeste. Sua madre, Herz Dame, è frutto dell’incrocio tra Liberty Life e Furioso II ed ha prodotto lo stallone, approvato in SBS, Chivas da Couleur Rubin. Herz Dame è, inoltre, sorella uterina dello stallone performer in 160 Acajou (Asti Spumante).

Doti naturali valorizzate dal lavoro
Una volta messa in corridoio, la puledra iscritta nello studbook Westfalen si mette nuovamente in mostra:

Era, decisamente, sopra la media. Aveva un’attitudine al salto innato. Dei 30 puledri testati, faceva, indubbiamente, parte del top 5. Gilles Botton ha fatto, in seguito, un ottimo lavoro perché, inizialmente, non era semplice.”

Grégory e Corée – Ph:FB

Guillaume Ansquer continua il suo racconto, aggiungendo:

Abbiamo, in seguito, voluto acquistare la madre di Corée ma, sfortunatamente, era deceduta. Oltre a Corée, ha avuto un altro puledro che non ha fatto nulla. E vero, però, che l’effetto dell’ambiente in cui evolve un cavallo è primordiale. Se togliessimo Gilles e Grégory dal suo percorso, non è sicuro che la ritroveremmo dov’è oggi. Forse salterebbe le 1,20 m … o forse farebbe la fattrice perché considerata troppo complicata. Per quanto concerne questo tipo di cavalli, è, innanzitutto, una storia di uomini. Mi ricordo, per esempio, che quando Kevin Staut provò Quickly de Kreisker aveva detto che era un buon cavallo per le 1,40 m. Quanti sono i cavalli così che vengono giudicati senza tutti i mezzi ma che poi finiscono nel sistema giusto, con il cavaliere giusto che fa la differenza?”

Aveva dimostrato fin da subito un senso incredibile del salto ma ci si poteva interrogare circa i suoi reali mezzi. Aveva, come molti Cornet, una qualità di salto così come una tecnica molto buona che le hanno permesso di ovviare alla sua mancanza di forza. Basta guardarla oggi, è una cavalla che spinge molto con i posteriori. E questo che determina la qualità dei buoni cavalli, poco importa se sono piccoli come Ryan des Hayettes o grandi: Bisogna che spingano per dare verticalità al salto. Ho, ovviamente, guardato i percorsi di Aquisgrana; è impressionante il modo in cui viene a spingere sotto ma questo è anche grazie al lavoro di Grégory. Rimane una cavalla delicata, non per tutti, come si è visto durante la premiazione … come le femmine di Cornet possono essere.”

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