I consigli di Joris de Brabander per allevare un futuro campione – parte 2

Durante l’incontro organizzato da Al Top Stalloni un paio di giorni fa, Joris de Brabander, noto allevatore e stalloniere, ha spiegato quale, secondo lui, fossero alcuni aspetti da tener conto nella crescita del puledro, nella gestione della fattrice e nella scelta dello stallone. Ecco alcuni spunti… (per leggere la prima parte dell’articolo clicca qui)


Gestione per creare gli atleti del domani
Riallacciandosi ad un detto belga che individua il “nemico numero uno del cavallo nel box” ed il “nemico numero due nell’alimentazione” (attenzione perché il nemico numero tre è l’allevatore stesso!), sostiene la necessità per i puledri ma anche per le fattrici fino a fine gravidanza di poter usufruire di ampi spazi dove potersi muovere liberamente. Per quanto riguarda l’alimentazione, il cavallo deve poter mangiare in abbondanza ma alimenti poveri, come il fieno polifita; la sovralimentazione con cibi troppo ricchi è da evitare assolutamente. Si dimostra contrario anche alla stabulazione invernale, seppur praticata in ampi recinti, perché la formazione di una gerarchia all’interno del gruppo pregiudicherebbe la possibilità per molti soggetti di muoversi a sufficienza. Ha constatato che a fine inverno, molte riceventi escono “irrigidite” dalla loro permanenza in stabulazione.

Preservare le qualità atletiche e favorirne lo sviluppo è un’esigenza per l’allevatore e lo sarà sempre più anche in futuro. L’evoluzione del cavallo sportivo va nel senso di un alleggerimento della struttura. Joris De Brabander ipotizza che i cavalli del domani saranno cavalli leggeri, elastici, agilità, reattivi e maneggevoli.

Vigo d’Arsouilles – Ph:StaldeMuze

Caratteristiche di alcuni stalloni del catalogo de Muze

  • “I’m Special de Muze ha una genetica eccezionale. Suo padre è un cavallo olimpionico (l’incrocio tuttavia è stato fatto quando ancora non era famoso) e sua madre è una cavalla da Campionati del mondo. La linea materna è inoltre straordinaria. I’m Special de Muze è un cavallo con un rispetto assoluto, uno stile perfetto e tanta forza”.
  • -“Elvis Ter Putte è il cavallo di famiglia. È stato acquistato da giovane perché figlio del grande Diamant de Sémilly, nonostante la linea materna non fosse molto conosciuta. Mia figlia gareggia fino in categorie da 1,50m ma sono numerosi i top cavalieri che hanno manifestato interesse nei confronti del cavallo. Elvis si distingue per la sua incredibile facilità. Mio figlio ha imparato ad andare a cavallo a 16 anni e dopo una settimana che montava Elvis si sentiva un cavaliere esperto. Negli anni ha dimostrato di essere un cavallo facile, con un’ottima bocca e tanta forza. Si sta mettendo in evidenza anche come padre.”
  • “Bamako de Muze è considerato da molti in Belgio come il miglior figlio di Darco. Le sue principali qualità sono la sua competitività e la sua totale collaborazione con il cavaliere, caratteristiche che trasmette alla sua prole. Pur non avendo coperto moltissimo, i suoi figli si stanno distinguendo.”
  • “Vigo d’Arsouilles è un cavallo che ha saltato ai massimi livelli (vincendo anche i WEG di Lexington nel 2010); è un cavallo con un gran cuore e tutti i mezzi. Mancava senz’altro di competitività, essendo un cavallo grande, lento e meno maneggevole di altri. Rispetto a suo padre Nabab de Rêve ha meno sangue ma movimenti decisamente migliori.”
Quidam de Revel

I cloni come riproduttori
Sull’utilizzo dei cloni come riproduttori nutre dei dubbi che non nasconde. Stal de Muze ha ospitato il clone di Quidam de Revel dietro esplicita richiesta del proprietario ma Joris De Brabander non vede l’utilità di utilizzare come stallone il clone di un cavallo che ha già prodotto oltre 2000 figli.

Nella sua scuderia vi è anche il clone di ET che produce cavalli piccoli.

L’unico clone che ha usato in maniera notevole è quelli di Gem Twist XX perché ritiene che il cavallo fosse fenomenale e che non vi è un altro modo di poter utilizzare questo sangue dato che non vi sono cavalli con le sue stesse origini. L’utilizzo di Gemini XX CL è per lui una sorta di esperimento che ha portato avanti per 4 anni, ottenendo quattro annate di puledri figli suoi. La generazione dei 3 anni non lo entusiasma mentre tra i soggetti di 1 anno vi sono una femmina ed un maschio che sembrano promettenti. L’esperimento è attualmente sospeso in attesa di capire se i puledri nati fino ad ora avranno le qualità atletiche auspicate.

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