I consigli di Joris de Brabander per allevare un futuro campione – parte 1

Durante l’incontro organizzato da Al Top Stalloni un paio di giorni fa, Joris de Brabander, noto allevatore e stalloniere, ha spiegato quale, secondo lui, fossero alcuni aspetti da tener conto nella crescita del puledro, nella gestione della fattrice e nella scelta dello stallone. Ecco alcuni spunti…

Maiky Magic, Mighty Magic x Gralshueter, Hann del 2011, Baio, Società Agricola Il Boschetto – Ph:MartaFusetti

Il salto in libertà, un ottimo strumento da utilizzare con criterio e nel rispetto del cavallo
Alla domanda sull’importanza attribuita al salto in libertà, egli ne ha sottolineato l’utilità nella valutazione delle qualità atletiche dei puledri come l’attitudine, la forza, l’equilibrio e la serenità. È importante che le “sedute” di salto in libertà vengano fatte regolarmente affinché possano non solo dare delle indicazioni affidabili ma essere educative per i puledri. È fondamentale che i cavalli siano rispettati, quindi è uno strumento da utilizzare ma di cui non abusare. Joris De Brabander fa saltare i puledrini già da foal e, in seguito, alla fine del primo anno di età, durante l’inverno in cui ha più tempo a disposizione e si diverte molto a valutare i propri soggetti.

Forlap – Pg:Wathelet

La scelta delle fattrici e degli stalloni
Partendo dal presupposto che fattrici e stalloni partecipano in egual misura alla produzione del puledro – e non 70% la fattrice come spesso si sente dire -, Joris De Brabander ricerca sia da parte di padre che di madre, oltre alla solidità genetica, le qualità necessarie allo sport di alto livello.

Egli attribuisce molta importanza alla carriera sportiva delle cavalle ma ricerca anche genetiche confermate; nella sua esperienza, sono state le cavalle con genealogie normali ad averlo maggiormente deluso. La qualità principale che deve dimostrare una cavalla sportiva è la competitività, vale a dire la sua capacità di essere vincente con velocità, riflessi, reattività e maneggevolezza. Si può allevare anche con cavalle giovani purché dimostrino di avere qualità.

Per quanto riguarda gli stalloni, la sua preferenza iniziale è sempre andata a stalloni affermati. Tuttavia anche questi ultimi sono stati giovani. Gli stalloni giovani costituiscono un rischio rispetto ai top sires. Joris De Brabander sostiene, infatti, che la possibilità di avere un buon puledro da uno stallone importante sia intorno al 70%, probabilità che scende al 40% con un riproduttore in erba. Ma è spesso più facile reperire il seme di stalloni giovani e le condizioni di vendita sono generalmente migliori. Molti stalloni importanti e ricercati sono oggi disponibili con dosi di materiale seminale molto ridotte – è sempre più frequente la vendita a singola paillette senza garanzia. A questo proposito, ha personalmente ottenuto ottimi risultati per quanto riguarda l’esito positivo alla prima inseminazione, utilizzando i suoi stalloni.

Se si sceglie uno stallone giovane, è opportuno affidarsi non solo alla sua genealogia ma anche poterlo conoscere meglio, sapere da chi è gestito e osservarlo regolarmente in percorso.

Niels Bruynseels e Gancia de Muze – Ph:CSIBasel

La questione del sangue e dell’inbreeding
Il sangue per lui non equivale alla percentuale di purosangue riportate nelle genealogia dalle principali banche dati. A questo non dà credito nella scelta degli incroci. Per lui quello che serve nello sport, il “sangue” da tenere conto corrisponde alla reattività di un soggetto in risposta alle richieste del cavaliere e alle difficoltà che si presentano in percorso.

Per quanto concerne l’utilizzo dell’inbreeding, egli ne sottolinea la pericolosità. Se è vero che con questo strumento, di cui non si ha un controllo effettivo, è possibile potenziare le qualità ricercate, cioè i pregi, vi è la medesima probabilità di andare a rinforzare i caratteri non desiderabili, cioè i difetti.

 

La ricerca della facilità come priorità
Alla domanda circa l’opportunità di cercare o meno la facilità quando si studiano gli incroci, risponde che per lui è un elemento fondamentale. Se un cavallo è facile da gestire quotidianamente, da domare, da caricare, da portare fuori in concorso, il lavoro dell’allevatore ne risulta agevolato ed il suo tempo ottimizzato. I cavalieri, aggiunge, odiano i cavalli difficili.

Anche nell’allevamento l’utilizzo di riproduttori dal carattere difficile è quindi rischioso. Ha portato l’esempio della straordinaria Classic Touch, oro olimpico a Barcellona nel ’92. Nonostante le sue indiscutibili qualità, nessuno la voleva a causa del suo carattere. I primi prodotti di quest’ultima, nati proprio all’allevamento de Muze, hanno mostrato di aver ereditato il carattere della madre, ponendo dei problemi di gestione.

 

Difetti da compensare o pregi da rinforzare
Secondo Joris De Brabander è un approccio sbagliato quello di pensare ad un incrocio con l’idea di compensare i difetti della propria fattrici. È maggiormente proficuo lavorare per rinforzare, valorizzare i punti di forza di quest’ultima, senza tuttavia ignorare i suoi punti deboli.

Per quanto concerne la questione dei difetti, mostra una minima tolleranza che deve, tuttavia, essere giustificata da innegabili dote atletiche. Questa sua opinione si applica non solo nella valutazione morfologica dei soggetti ma anche nell’esame dei loro bilanci radiologici – una piccola imperfezione potrebbe essere accettata a patto, sempre, che non si transiga sulla qualità sportiva del soggetto preso in considerazione.

ET, ICSI e scelta delle riceventi
La tecnica dell’embryo transfer è molto più semplice rispetto a quella che prevede il prelievo degli ovociti. L’Italia, tuttavia, ospita il miglior specialista in materia di ICSI a livello europeo, il Dottor Galli, ed offre quindi, secondo De Brabander, un’opportunità da cogliere.

Durante l’incontro, è stato toccato anche l’argomento della scelta delle riceventi. Joris De Brabander ha optato per trottatrici francesi che, oltre ad essere anch’esse cavalle sportive, sono manipolate fin da giovani quando vengono addestrate per andare in pista, e sono pertanto di facile gestione.

Le riceventi attive presso il suo centro sono cavalle tra i 3 ed i 15 anni. Predilige cavalle medie, sostenendo che né quelle troppo piccole né quelle troppo grandi producano bene: le prime (soprattutto se primipare) produrrebbero soggetti troppo piccoli e le seconde puledri troppo grandi che potrebbero presentare dei problemi di crescita in relazione ad uno sviluppo troppo veloce.

La scelta della ricevente è importante anche perché questa fa parte dei fattori che lui qualifica di “ambientali” così come l’allevatore, lo spazio, l’alimentazione. Sono tutti fattori che influenzano lo sviluppo del puledro nella sua crescita.

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