Un sogno di nome Chocolate: “la cavalla che non cambierei con nessuna al mondo”

U-Chocolate

 

Lo stallone Deus Da Vinci C (Holst del 2014 da Diamant de Sémilly e U-Chocolate), dopo aver brillantemente superato la Körung del prestigioso studbook Holsteiner, ha confermato le sue qualità atletiche anche in occasione della recente approvazione in BWP, entusiasmando la commissione che lo ha descritto come “un cavallo moderno, insanguato, potente, con solide fondamenta, una schiena forte e dotato di una naturale attitudine al salto”. Abbiamo colto l’occasione di questo successo “bissato” per farci raccontare dalla sua allevatrice, Francesca Costa, non solo il percorso di questo splendido baio ma anche e soprattutto la storia d’amore – perché di amore si tratta – tra la madre di quest’ultimo, U-Chocolate, e Francesca.

Deus Da Vinci C

Sogno di una giornata di mezza estate in Holstein
Fu durante uno dei suoi numerosi viaggi intrapresi nelle campagne della regione più a Nord della Germania che avvenne il fatidico incontro tra Francesca e quella che sarebbe diventata la sua cavalla del cuore, l’allora foal U-Chocolate. Era estate e Francesca si era recata a vedere delle fattrici e dei puledri da un allevatore, “uno della vecchia guardia”. L’uomo, già avanti con gli anni, prese un secchio colmo di mangime e s’incamminò verso la recinzione di un immenso prato ondulato che, a prima vista, sembrava vuoto. Iniziò a scuotere energicamente il secchio e, dopo pochi attimi, la terra cominciò a vibrare ed al silenzio si sostituì il rullìo “in crescendo” degli zoccoli che percuotevano il terreno. Apparve, poco dopo, sul dorso della collina, un branco di fattrici e puledri. Francesca ripercorre quel ricordo indelebile:

Davanti a tutti è apparsa Lei! Carismatica nel suo atteggiamento, con il collo arcuato da stallone e la testolina piccola e distinta, gli occhi spalancati e curiosi, se ne stava tutta impettita vicino ad una fattrice baia scura e, con le narici larghe ed il codino a bandiera, soffiava rumorosamente, alla vista dei nostri ombrelli aperti.” Fu amore a prima vista, un colpo di fulmine. “Voglio quella!“, questo fu il solo pensiero che balenò nella mente di Francesca, la quale sperava fortemente che quella meraviglia fosse femmina. Chiese, quindi, al vecchio allevatore chi era quel foal. Era una figlia del grande Corrado I. Il desiderio, a quel punto, trovò la forza di farsi voce e Francesca pronunciò un inequivocabile, ineluttabile “La voglio!” L’allevatore sorrise e rispose “Va bene“, segnando l’inizio di un sogno.

U-Chocolate

Da puledra premiata a fattrice premiata
La piccola U-Chocolate aveva solo tre mesi e rimase, quindi, altri mesi con sua mamma Kita (Contender x Landgraf I) prima di essere svezzata ed intraprendere il viaggio che l’avrebbe portata nel verde Friuli, ai piedi delle Alpi Giulie. Il suo modello moderno ed accattivante, i suoi movimenti ampi ed elastici, così come la sua preziosa genetica in cui ritroviamo pilastri dell’allevamento quali, nell’ordine, Corrado I, Contender, Landgraf I, spinsero Francesca a farle prendere parte al test dei 100 giorni riservato alle candidate fattrici iscritte nello studbook Holsteiner (Stutenleistungsprüfung). Chocolate tornò, così, nel suo paese natio e più precisamente a Lürschau dove affrontò il “performance test fattrici” (equivalente a quello sostenuto dagli stalloni) e dove fu valutata sotto ogni aspetto: carattere, morfologia, salto in libertà, lavoro sotto la sella con il cavaliere interno e con il cavaliere esterno. Dopo aver superato la prova con ottimi voti, Chocolate rientrò in Italia dove Francesca decise di metterla in razza, scegliendo per lei solo riproduttori di prim’ordine.

Nacque così nel 2008 il suo primo prodotto, un maschio da Caretino che fu venduto in Francia. L’anno successivo perse, purtroppo, un puledro da Clinton I (Carolus I), stallone che era stato scelto per cercare di riprodurre un incrocio simile al fratello uterino di Chocolate, il performer internazionale Cousteau 6, figlio di Carolus I. Nel 2011 venne alla luce la prima femmina, Ad Maiora (Acorado I), che trionfò nella categoria delle foal femmine prima ad Allevacavalli e poi a Cavalli a Confronto dove trovò un nuovo proprietario. Il 2013, come il 2010, fu un altro anno difficilissimo: la splendida puledrina Diamante (Diamant de Sémilly) morì a pochi mesi di vita. Francesca trovò, tuttavia, proprio nel dolore della perdita di Diamante la forza di reagire. ” Non mollo! Tutto quello che farò lo farò per lei. Lotterò per raggiungere i miei obiettivi in suo ricordo!”, questi furono il pensiero e la determinazione che scaturirono da quella tragica esperienza.

Deus Da Vinci C

Deus Da Vinci C e la forza di andare avanti
L’incrocio con Diamant de Sémilly era riuscito così bene che dopo la nascita della piccola Diamante, Francesca decise di utilizzare di nuovo il top sire francese. Nel 2014, venne, così, alla luce, in una notte di luna piena, un energico maschietto, impaziente di nascere e di presentarsi al mondo. “Appena nato, diede una rampata in aria e nitrì”, ricorda Francesca. Se inizialmente, avrebbe preferito una femminuccia, ben presto cominciò a credere alle parole del suo compagno Bruno ,”Vedrai che sarà la tua fortuna!”

In occasione della marchiatura Holstein, Deus Da Vinci C si mise subito in evidenza per il suo modello, il suo carisma, le sue andature tanto da ricevere il titolo di “Fohlenprämie” e suscitare non poche “convoitises”. Francesca decise, tuttavia, di tentare di portare avanti lei stessa Deus Da Vinci C. Al compimento del primo anno d’età, lo mandò quindi a crescere nei verdi prati olandesi dove rimase fino alla fine del 2015. All’inizio dell’anno successivo Deus Da Vinci C lasciò i Paesi Bassi per la Germania dove, con progressione, cominciò la preparazione per affrontare il ripido percorso di selezione necessario ad accedere alla prestigiosa Körung. L’iter per arrivare all’approvazione di novembre è lungo e vi è moltissima concorrenza da affrontare come sottolinea Francesca: “Devi conquistare il tuo posto, confrontandoti con i migliori allevatori.” Il bellissimo figlio di Diamant e Chocolate non solo conquistò il suo posto ma, con le due prove precedenti e la finale, convinse la giuria dell’Holsteiner Verband ed ottenne l’ambito giudizio “gekort” (approvato). “È molto simile a sua madre, è un lottatore con tanto sangue e tanto cuore. È piaciuto molto al presidente della giuria del Verband, che mi ha detto di crederci, di portarlo avanti e dargli la sua chance perché ha i mezzi, la testa e la genetica per diventare un cavallo importante”, ci racconta Francesca. Deus Da Vinci C , grazie alla partnership instaurata con il team della Yeguada Campos, proseguì, così, la sua preparazione in vista di una seconda approvazione, quella del BWP, “uno studbook forte e molto orientato verso lo sport”. Anche la prova dello studbook belga è molto selettiva, in modo particolare per i candidati provenienti da altri libri genealogici. “La selezione per il BWP è stata dura, soprattutto per gli stranieri che devono dimostrare di essere potenzialmente utili al miglioramento del libro genealogico. Deus Da Vinci C ha dovuto dar prova delle sue qualità; ha dovuto, in poche parole, guadagnarsela!”, spiega Francesca a proposito della promozione del suo puledro da parte dei giudici belgi. Deus Da Vinci C potrà, quindi, accedere alla terza ed ultima fase per ottenere la definitiva approvazione in BWP. Il progetto futuro è quello di avviarlo allo sport perché “è giusto che dimostri il suo valore in campo”.

Hera Charisma

U-Chocolate: “la Cavalla”
Tornando a colei che è all’origine di questo sogno, abbiamo chiesto a Francesca di descrivere cosa rappresenta Chocolate per lei.

“È la Cavalla. È Lei. Ne sono innamorata. Le gioie che mi regala mi ripagano di tutti gli sacrifici e tutti i dolori che la vita mi ha portato, perché nessuno di noi è immune da sofferenze e delusioni in campo allevatoriale. Non la cambierei con nessuna al mondo. È un pezzo di me, un componente della mia famiglia. L’ho scelta, desiderata, voluta, amata fin da subito. ” E Chocolate continua a ripagare l’amore della sua proprietaria anche attraverso la sua qualitativa produzione (sempre premiata). Nel 2015, nacque la tanto attesa puledrina, la baia Hera Charisma (Clarimo), destinata a proseguire la linea di Chocolate. Nel 2016, invece, fu la volta di un altro maschio, il bel grigio Cupido, figlio del ricercatissimo top sire Cornet Obolensky. Per quest’anno è atteso/a uno/a puledro/a dal grande Cardento, scelto per apportare il sangue di Cottage Son XX e Sacramento Song XX.

Un pensiero sull’allevamento: non è primavera se non nasce un puledro
Non potevamo non chiedere a questa appassionata professionista, che alleva da molti anni, il suo pensiero sul mestiere dell’allevatore.

Cupido

L’allevatore è, innanzitutto, un appassionato e come priorità deve avere a cuore il benessere delle sue fattrici e dei suoi puledri. L’allevamento, come lo percepisco io, non è una scelta, è un qualcosa di genetico con cui si nasce, una bellissima dipendenza alla quale è impossibile sottrarsi. È essenziale, poi, avere l’umiltà di confrontarsi, con tutti, ed apprendere da coloro che sono, insindacabilmente, più preparati e più esperti, perché l’allevamento è un mondo in continua evoluzione. Ci vuole lungimiranza e pazienza perché niente arriva subito e questo lo si impara sulla propria pelle. Bisogna anche sapersi adattare alle richieste: come diceva Darwin, sopravvive chi meglio si adatta al cambiamento. Non deve, inoltre, mai mancare la voglia di imparare. Sbagliare è normale ma bisogna sbagliare in fretta in modo da imparare prima. Tutti commettiamo errori ma questi non devono essere fonte di frustrazione bensì uno stimolo per ripartire. È importante, poi, sapersi mettere in discussione; l’allevamento è una gara con se stessi e consiste nel fare del proprio meglio e dare il massimo per superare i propri limiti e migliorarsi, ognuno con le proprie capacità e senza mai cadere in un confronto non costruttivo e sterile con i propri colleghi. Bisogna, infine, crederci fino in fondo, veramente, e non permettere a nessuno di calpestare i propri sogni.”

 

Video di Deus Da Vinci C durante l’approvazione BWP

 

 

 

 

- Partner -

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 6)

Lascia un commento...