L’associazione internazionale dei cavalieri (IJRC) si esprime sul nuovo formato olimpico voluto dalla FEI

Ph:KnokkeHippique/jerroenwillems.be

 

Sia l’associazione internazionale dei cavalieri (IJRC) sia il gruppo di cavalieri di salto ostacoli nord americani (NARG), hanno formulato una proposta alternativa per quanto riguarda il nuovo formato olimpico voluto dalla FEI. Condividono l’obiettivo di quest’ultima di incrementare il numero delle nazioni partecipanti ma sono scettici circa l’eventualità di aumentare il numero di squadre poiché sostengono che sono meno di 40 i paesi a poter contare su cavalieri che gareggiano a livello internazionale con una probabilità realistica di essere rappresentati ai Giochi Olimpici. E per questo motivo che l’IJRC e il NARG auspicano che il numero di squadre autorizzate a partecipare alle Olimpiadi sia limitato a 12 (massimo 14) con 4 cavalieri ognuna. In questo modo ci sarebbero più posti ( tra i 23 ed i 29) per i cavalieri che vi si qualificherebbero a livello individuale.

Le associazioni dei cavalieri sono fortemente contrarie alla riduzione delle squadre a 3 componenti e al fatto di non cancellare alcun punteggio perché vi sarebbe troppa pressione, qualora vi fosse un cavallo non al 100% delle sue possibilità, per convincere il suo cavaliere a scendere lo stesso in campo e questo andrebbe contro un dei principi base di questo sport, vale a dire il benessere animale. La sostituzione di un binomio durante la seconda manche metterebbe, inoltre, quest’ultimo di fronte a difficoltà troppo importanti, senza la corretta e necessaria progressione. Per quanto riguarda la questione del punteggio da cancellare, questa opzione garantirebbe una competizione più avvincente fino alla fine.

Alla proposta della FEI che prevede un formato con nessun punteggio da scartare, 20 squadre da 3 binomi (60 cavalieri più 20 riserve) e 15 binomi qualificati individualmente per un totale di 75 cavalieri e 33 nazioni gli atleti della IJRC e del NARG rispondono con due proposte meno rivoluzionarie (si mantengono 4 cavalieri ed un punteggio da scartare) e molto vicine tra loro che riducono le squadre ed aumentano i posti individuali. La prima, molto simile nel risultato a quella della FEI, schiera 14 squadre di 4 componenti (quindi 56 cavalieri) e 19 posti individuali per un totale di 75 cavalieri e 33 bandiere. La seconda riduce le squadre a 13 con sempre 4 cavalieri (52 cavalieri) e aumenta le partecipazioni individuali a 23 per un totale sempre di 75 cavalieri e 33 nazioni. Il sacrificio del numero delle squadre a vantaggio dei posti individuali rientrerebbe in una politica di apertura nei confronti dei paesi più piccoli dove è più probabile che vi siano uno o due cavalieri capaci di affrontare i Giochi Olimpici piuttosto che 4 (5 con la riserva). Le associazioni dei cavalieri sottolineano anche l’importanza di mantenere il livello elevato della competizione che garantisce una maggiore presenza di media e di pubblico.

I cavalieri, sostenuti dall’Associazione dei Proprietari internazionali di salto ostacoli, si appellano, infine, alla “Charte Olympique” in cui è evidenziato la necessità da parte del Comitato Internazionale Olimpico di ascoltare e rendere partecipi delle sue decisioni gli atleti coinvolti.

 

 

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