Colori sotto i riflettori: i pezzati che fanno sensazione! – L’Allevamento Morinda

Un piccolo scorcio sull’allevamento Morinda, un progetto ambizioso nato dalla passione, dal dinamismo e l’entusiasmo di Hérica Ravel. Quest’allevatrice franco-americana ha saputo puntare sull’originalità senza rinunciare alla qualità di linee materne prestigiose ed affermate. Se all’inizio il suo obiettivo era quello di produrre dei buoni cavalli da salto ostacoli per amatori, ben presto si è sopresa a sognare di vedere, un giorno, un cavallo targato “Morinda” partecipare a CSI 4 e 5 stelle. Andando avanti, è maturato, infine, il desiderio di far nascere uno stallone performer pezzato omozigote. E piano piano la realtà si sta tingendo dei colori dei sogni di Hérica Ravel. Tra voglia di allevare e desiderio di distinguersi Quando le chiediamo com’è nata l’idea di creare un allevamento di cavalli pezzati, ci risponde, innanzittutto, con una premessa che denota una prospettiva lungimirante.

Visage Van de Olmenhoeve
Visage Van de Olmenhoeve

“Avevo molta voglia di allevare ma ero consapevole che il mercato dei puledri “tinta unita” era più che difficile: erano, infatti, numerosissimi i puledri che gli allevatori avevano difficoltà a commercializzare. Non volevo, quindi, creare un allevamento minuscolo che si sarebbe perso tra tanti altri.”
Prosegue, raccontandoci dell’ “idea di acquistare uno stallone Irish Cob proprio per l’originalità del suo mantello, pensando che poteva rapprresentare una possibilità per avviare un allevamento originale”. Hérica proveniva, tuttavia, dal mondo del salto ostacoli; aveva, tra l’atro, gareggiato fino nelle categorie 140. Non resisté alla tentazione di far saltare in libertà il suo Irish Cob. Il risultato fu “ovviamente catastrofico”! Visto che “la sua disciplina, volente o nolente, rimaneva il salto ostacoli”, si mise alla ricerca di pezzati in grado di saltare, “perlomeno, ad un buon livello”. Scoprì, quindi, gli stalloni Utah van Erpekom (J. Whitaker) e Visage Van de Olmenhoeve (S. Lafouge ) , entrambi saltatori ai massimi livelli, così come il famoso Samber che, oltre ad aver saltato fino in categorie 140, aveva gareggiato ad alto livello anche in dressage.

IMG_8352Un inizio non proprio facile con la scelta delle prime fattrici
Per avviare la sua attività, Hérica Ravel, iniziò cercando fattrici pezzate privilegiando cavalle di struttura, con un buon carattere e, soprattutto, con delle buone origini per il salto ostacoli.
“Fattrici come quelle che ho oggi non esistevano allora. Comprai, quindi, cavalle olandesi visto che, dieci anni fa, erano davvero rarissimi i Sella Francese pezzati. La prima fattrice che acquistai fu Stacy, figlia di Samber e discendente, in via materna, da una buona linea di cavalli da dressage. Stacy arrivò nel 2005 all’età di 6 anni ed è, tuttora, in allevamento. Dopo di lei, presi altre due fattrici pezzate in Inghilterra, Patricia e Pinto Queen Hill.”
Commise l’errore di fidarsi di un intermediario che le fece acquistare le cavalle senza fargliele vedere, garantendole la possibilità di cambiarle qualora non le fossero piaciute. “Stacy arrivò magra magra e non sapeva neanche alzare i piedi. Patricia era la peggiore: era magra, detestava le persone ed era immontabile e pericolosa sotto la sella allorché mi era stato detto che aveva gareggiato ad alto livello in dressage. Pinto Queen Hill, infine, andava bene; era una bella cavalla anche se non saltava molto bene.”
Arrivarono, poi, in allevamento due cavalle Selle Français: Opaline d’Ouilly, una saura (Uzelien X Narcos II) e Royale Star du Chêne, una pezzata (Fétiche de Blagny x Starter) con una buona linea materna.

IMG_9576Alla ricerca di origini materne eccezionali
Ben presto, Hérica Ravel operò dei cambiamenti nella selezione delle sue fattrici; desiderava, infatti, produrre dei puledri con delle “linee materne eccezionali”. Si separò, quindi, dalle sue fattrici pezzate “troppo ordinarie”, tenendo solo Stacy e Royale Star du Chêne.
Subbentrarono in allevamento delle ottime fattrici Selle Français che affittò (non erano in vendita) a Madame Christine Abadie-Gien, allevatrice ben conosciuta con l’affisso “Du Defey”. Si trovò decisamente più a suo agio ad allevare con linee francesi che conosceva molto bene.
“A 20-25 anni, ebbi la fortuna di conoscere Almé così come i suoi figli più famosi come Galoubet A e Jalisco B. Ammirai anche il campione Flambeau C sotto la sella di Frédéric Cottier…Era l’epoca di Electre II da Monceaux, del purosangue Rantzau e di cavalieri fantastici ed indimenticabili come i fratelli d’Inzeo per l’Italia”, ricorda Hérica Ravel.
Aggiunge, inoltre che prediligeva “i cavalli alti e con una notevole percentuale di purosangue (come Laudanum ad esempio). Penso che per i percorsi moderni, sangue e reattività non sono mai abbastanza.”
La prima cavalla che scelse fu Fantine du Defey, figlia di Laudanum XX e discendente della sorella del fenomenale saltatore Flambeau C e di una delle fattrici base dello stud book SF, Camera (madre, tra l’altro, degli stalloni Alcamera de Moyon e Muguet du Manoir). A questa linea materna d’eccezione appartengono tantissimi altri riproduttori così come tanti top performers come, ad esempio, Qurack de Falaise HDC, sotto la sella di Kevin Staut. La seconda fattrice a raggiungere l’allevamento Morinda fu Circée de l’Erdre, una figlia del mitico Jalisco B e nipote dell’ottima Utricule (Monceaux XX), saltatrice in Gran Premio con il cavaliere olimpico Marc Roguet e madre, tra l’altro, dello stallone Quabri de Laleu, agli ordini di Hervé Godignon e di Piperazine, una delle migliori 6 anni di Francia e madre di Circée. Arrivò, sempre per la stagione di monta 2007, anche Hibiscus IV, frutto dell’incrocio tra Narcos II e una figlia del Chef de race Almé Z. La Vie du Fraigneau, sorella uterina di Hibiscus, ha gareggiato in Gran Premi5* con Jessica Kurten. Hibiscus IV rimase in allevamento anche negli anni successivi.
Nel 2008 fu la volta di Scarlett Fontanel (Diamant de Sémilly) che prese il posto di sua madre, Fantine du Defey. “Comminciai così a fare nascere ciò che desideravo, dei puledri pezzati con delle linee materne di altissimo livello!” riassume Hérica.

Utah Van Erpekom
Utah Van Erpekom

Creare saltatori pezzati di qualità: più facile a dirsi che a farsi!
Dopo essere riuscita ad assicurarsi fattrici con solide ed affermate linee materne, Hérica Ravel si adoperò per procurarsi il seme degli unici due stalloni pezzati ad avere dato prova del loro valore ai massimi livelli, vale a dire Utah Van Erpekom e Visage Van de Olmenhoeve.
“Scelsi Utah per tre fattrici: Fantine du Defey, Circée de l’Erdre e la pezzata Royale Star du Chêne (quest’ultima in ET avendo già venduta la cavalla). Speravo mi nascesse una femmina omozigote da Royale Star, ossia con due volte il gene Tobiano, in modo da proseguire la linea materna con una puledra figlia del famoso Utah Van Erpekom”, spiega l’allevatrice. Per quanto riguardava le cavalle non pezzate, c’era, tuttavia, solo il 50% di probabilità di ottenere il gene Tobiano ed avere quindi un puledro “colorato”. Il percorso per produrre cavalli pezzati omozigoti sarebbe stato più lungo.
Ebbe, però, molta fortuna visto che nel 2008 nacquerò ben 5 puledri pezzati tra cui Ulyss Morinda (Utah V. E. X Circée de l’Erdre) e anche la tanto desiderata puledra omozigote, Une Star Morinda (Utah V. E. X Royal Star du Chêne). L’anno successivo vide la luce (in ET) un’altra puledra pezzata dal mantello incredibile (tizzonato), Vision Morinda, figlia di Utah e Scarlett Fontanel. Fu un risultato entusiasmante; ottenne, infatti “una puledra pezzata discendente della famosa linea di Flambeau C e Camera”! Nel 2010 fu la volta di un’altra bella puledra, Aloha Morinda (Utah V. E. X Hibiscus IV) che nel 2014 ebbe a sua volta una splendida puledra, Tropicale Morinda.
In questi anni, l’allevamento Morinda è riuscito, così, a produrre delle fattrici pezzate da linee classiche prestigiose.

Vision Morinda
Vision Morinda

I Pezzati ed il mercato: ciò che è raro è prezioso
Se molti vedono i pezzati come delle “mucche” e non li prendono sul serio, altri, come ha constatato con piacevole sopresa Hérica Ravel, adorano i cavalli colorati e sognano di trovarne uno che salti. Alcuni scettici stanno, inoltre, cambiando idea di fronte alla qualità delle nuove generazioni di pezzati. “Gli Sponsor, così come coloro che desiderano un cavallo unico senza rinunciare alla qualità, amano i pezzati. Tutto ciò che è raro è prezioso e si vende, quindi, facilmente. Quasi tutti i miei puledri sono venduti da foal”, afferma l’allevatrice. Se altri prima di lei si sono messi a produrre cavalli pezzati (con cavalle pezzate ordinarie o anche Paint Horses), Madame Ravel ha un atout rispetto ai suoi predecessori: si distingue, infatti, per la sua scelta di puntare su linee materne classiche ed affermate.

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Ulyss Morinda

Ulyss Morinda: un esempio di percorso di formazione nel rispetto del cavallo
Ulyss Morinda che, oggi, a 7 anni, porta in alto i colori dell’allevamento, è stato formato con pazienza e nel rispettando la sua crescita. Dopo un’infanzia trascorsa in compagnia di altri puledri e durante la quale è sempre stato maneggiato ed accudito con cura, a 3 anni Ulyss è stato domato e l’anno successivo ha partecipato al circuito dei 4 anni, qualificandosi per la finale di Fontainebleau (totalizzando 12 percorsi netti su 16 nell’arco dell’anno). Hérica Ravel ha, in seguito, deciso di non fargli fare il circuito dei 5 e dei 6 anni, giudicandoli troppo impegnativi. Ulyss ha, così, svolto un percorso formativo alternativo, facendo poche uscite e partecipando a categorie Hunter, saltando al massimo 1,20m. Nel 2014, Ulyss ha, tuttavia, raggiunto un primo risultato di rilievo, vincendo il Campionato Francese Hunter ed ottenendo la menzione Elite con un voto finale di 19 su 20!

Ulyss Liège
Ulyss Morinda a Liegi

Ulyss alla corte di Rik Hemerick
Il 20 gennaio 2015, grazie alla conoscenza di Julie Crasson, un’amazzone professionista, Hérika riuscì ad ottenere un appuntamento con Rik Hemerick per presentargli Ulyss. Dopo una lunga prova, il cavaliere belga concluse dicendo: “Lasciatemelo un mese, dopo di ché vi dirò se lo tengo!”
Ulyss arrivò da Hemerick il 26 gennaio e, dopo soli dieci giorni, fece una prima uscita in una gara di 1,20m, senza commettere alcun errore. In marzo partecipò alle sue prime 130, svolgendo sempre percorsi netti. Rik non disse mai esplicitamente “lo tengo!” ma i suoi continui elogi al cavallo non lasciarono dubbi sulla decisione presa dal cavaliere: “Sono molto contento d’Ulyss”, “Sta andando molto bene e progredisce velocemente”, “Non guarda niente”, così si esprimeva al telefono con Hérica Ravel. Premise, anche, che il cavallo non avrebbe potuto gareggiare nelle categorie riservate ai 7 anni, visto che “non aveva abbastanza esperienza”.
Dal mese di aprile, tutto si svolse, però, molto velocemente come. Nel CSI di Hardelot, dove saltò percorsi di 1,25-1,30m, Ulyss ottenne due piazzamenti. “Saltava sempre meglio e c’era un’ottima intesa nel binomio”. A fine mese, si classificò terzo in una 130 a Gesves. “Percepivo lo stupore di Rik di fronte alla rapida progressione di Ulyss che iniziava a farsi notare.” Fu, così, che, dopo aver constatato che a casa il cavallo era a suo agio anche su salti da 1,40m, Rik Hemerick decise di iscrivere Ulyss nella categoria dei 7 anni dello CSI del Touquet. Anche in quest’occasione Ulyss si comportò molto bene, ottenendo due piazzamenti. In giugno, partecipò alle sue prime 140 e si piazzò ad Ascona (luglio) e a Macôn (agosto) dove si classificò 4° con un percorso molto veloce.
Gli ottimi risultati ottenuti in pochissimi mesi spinsero una commissione di giudici Selle Français a recarsi a Macôn per valutare Ulyss in vista di una possibile approvazione. La delegazione guidata da Michel Martinot, ex cavaliere internazionale a cui piaceva moltissimo il cavallo, si espresse favorevolmente e così, a settembre, Ulyss fu ufficialmente ammesso come riproduttore per il Selle Français. E da notare che era già stato presentato a 3 e 4 anni ma in entrambe le occasioni non era stato ammesso per pochissimi punti, forse anche “a causa” del suo mantello atipico tra i saltatori.
Hérica Ravel chiese, quindi, a Rik se era possibile portare Ulyss a St Lô per il Master degli stalloni SF. Rik dette la sua disponbilità e, così, al ritorno del Gran Premio Longines di Los Angeles (in cui conquistò il sesto posto), accettò di fare 14 ore di strada andata e ritorno per un solo cavallo. La trasferta fu proficua visto che Ulyss vinse la categoria dei 7 anni con un doppio netto ed ottimi voti: 16 su 20 per il modello, 8,5 su 10 per lo stile, 8,5 su 10 il sangue e l’attitudine al salto.
Ulyss concluse la sua strepitosa stagione con altri due piazzamenti allo CSIO**** di Liegi, tra cui un 5° posto nella categoria “Best of Belgium” riservata ai 7 anni.

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Ulyss Morinda

I punti forti di Ulyss Morinda
Nonostante una produzione ancora troppo ristretta per sapere quali caratteristiche trasmetta, Ulyss ha dalla sua molte delle qualità richieste ad un saltatore.“Ha molta testa, non guarda niente ed è sempre concentrato in percorso. Non si ferma mai. Non c’è niente che lo spaventi o lo disturbi. E calmo ed equilibrato anche se in campo tira fuori il suo sangue. Un buon sangue visto che non fa mai difese e non s’innervosisce mai. Adora i concorsi! E, inoltre, gentilissimo.” Oltre alla sua naturale predisposizione, Ulyss si distingue anche per “il suo stile fantastico. E molto veloce davanti e ha un ottimo passaggio posteriore. Ha, inoltre, molto equilibrio, potenza e rispetto; questo fa di lui un cavallo completo e molto agile. Un gatto!”
Grazie agli ottimi risultati del 2015, l’interesse degli allevatori nei confronti di Ulyss è cresciuto notevolmente e sono già numerose le richieste per la stagione 2016.

Flamboyant V Morinda
Flamboyant V Morinda

Il futuro è Flamboyant (Svafillante!
Dopo quello dello stallone performer, un altro sogno sembra essere sul punto di averarsi. Quest’anno, infatti, è nato uno stalloncino pezzato omozigote: Flamboyant V. La “V” è stata aggiunta in onore di suo padre, lo straordinario Visage Van de Olmenhoeve. Sua madre, Une Star Morinda (Utah Van Erpekom), aveva già avuto due puledre da Visage (nel 2011 e nel 2012), ma Hérica Ravel stava aspettando l’arrivo di un maschietto.
“E solo nel 2015 che, finalmente, sono riuscita a far nascere un puledro omozigote da Visage Van de Olmenhoeve e Une Star Morinda, figlia di Utah Van Erpekom. Questo puledro, Flamboyant V Morinda, iscritto allo stud book SF, costituisce, quindi, il frutto dell’incrocio tra i due migliori stalloni pezzati che sono esistiti finora e che hanno gareggiato ai massimi livelli”.
Sempre quest’anno, è nato un altro maschio pezzato omozigote da Visage Van Olmenhoeve: UCS Vantage. “Visto che era in vendita, l’ho acquistato. Crescerà, così, con Flamboyant V. Considerando che entrambi provengono da linee affermate per il salto ostacoli, quello che desidero e che mi auguro è che almeno uno dei due abbia la qualità per andare a saltare gli internazionali”, ha confidato l’allevatrice.

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Flamboyant V

Allevare: una questione d’amore, selezione e perseveranza
Quando chiediamo a Hérica quali sono le qualità che deve avere un allevatore, senza esitare, ci risponde così:
“Innanzitutto, deve amare i suoi cavalli e non venderli a chiunque. Che peccato far nascere un meraviglioso puledro, allevarlo con amore, educarlo per poi lasciarlo andare in una casa dove sarà utilizzato come una bicicletta, e magari sfruttato e maltrattato. Bisogna scegliere le famiglie, e se un puledro è delicato, non venderlo ad un amatore con cui non potrà funzionare. Per fortuna, la maggior parte dei miei puledri è facile e molti fanno la felicità dei loro proprietari amatori. Non si può sperare, infatti, di produrre esclusivamente per le competizioni più alte.”
Aggiunge, poi, che è necessario aver un obiettivo chiaro, sapere che tipo di cavallo si desidera allevare:
“Non si scelgono le stesse fattrici e gli stessi stalloni per produrre cavalli bravi, pratici e ideali per gli amatori o per far nascere cavalli che potrebbero saltare ad alto livello”.
Sottolinea, anche, l’importanza di saper essere critici nei confronti dei propri puledri e di non esitare a castrare i maschi che non hanno i requisiti per diventare stalloni. Oltre ad aver qualità sul salto, “uno stallone deve avere un’ottima linea materna ed un buonissimo carattere.”
Conclude, affermando che, oltre alla passione, alla conoscenza, una qualità che non deve mai mancare è la perseveranza. “Ci si perfeziona con il passare delle generazioni; si tentano altri incroci, a volte più audaci, e si finisce per migliorarsi.”

 

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