Jumping Verona: il Gran Premio a Bertram Allen, i commenti dei protagonisti

Betram Allen e Molly Malone - Ph:JumpingVerona/StefanoGrasso

A vincere il Gran Premio di Coppa del Mondo di Jumping Verona, ospitato per il quattordicesimo anno consecutivo da Fieracavalli, è stato l’astro nascente del salto ostacoli mondiale, l’irlandese Bartram Allen, 19 anni d’età. Alle sue spalle due fuoriclasse di valore assoluto: l’olandese Maikel Van der Vleuten e il tedesco Marcus Ehning, rispettivamente secondo e terzo della classifica finale. Prima tra le amazzoni la svedese Malin Baryard-Johnsson e per l’Italia ottimo quinto posto per l’azzurroPiergiorgio Bucci. Da grande promessa a campione affermato nello spazio di pochi mesi. Percorso breve e velocissimo. Almeno quanto quello con cui oggi Bertram Allen, diciannovenne irlandese (in assoluto il più giovane in gara quest’anno a Jumping Verona) ha vinto il suo primo Gran Premio di Coppa del mondo. Un percorso iniziato lo scorso settembre in Francia, in occasione dei WEG di Normandia, con una strepitosa vittoria nella prova inaugurale dei campionati del mondo, e che ha trovato piena conferma nel risultato del ‘Gran Premio Longines FEI World Cup™ Presented by Fixdesign’. I quattromila spettatori delle tribune del ‘Pala BMW’ di Fierecavalli hanno assistito a una competizione di altissimo livello tecnico e spettacolare e, soprattutto, applaudito il successo di un talento indicato dai tecnici come il futuro del salto ostacoli mondiale. Al via della competizione, su un percorso tracciato dal direttore di campo Uliano Vezzani con 13 ostacoli per 16 salti complessivi dell’altezza di 1 metro e 60, si sono presentati 38 binomi. Solo dieci sono riusciti a superare il primo giro, rimanendo indenni da barriere abbattute o infrazioni di tempo, accedendo al barrage. Bertram Allen, penultimo a scendere in campo nel barrage in sella alla grigia Molly Malone V, ha siglato un percorso straordinario: nessun errore agli ostacoli e lancette del cronometro fermate sul tempo di 34.89 secondi. In questo modo, è riuscito a superare i due fuoriclasse fino a quel momento in testa alla classifica: il binomio campione del mondo a squadre in carica l’olandese Maikel van der Vleuten su VDL Verdi NOP (0/0; 35.52) e il tedesco Marcus Ehning con Cornado NRW (0/0; 35.72). Quarta piazza per le quote rosa del concorso con la svedese Malin Baryard-Johnsson e H&M Tornesch (0/0; 36.28). Subito dopo l’amazzone, l’unico italiano a entrare in barrage, Piergiorgio Bucci. L’azzurro in sella al suo Casallo Z, ha dovuto affrontare per primo il barrage. Privo così di qualsiasi riferimento sulle traiettorie da seguire, Bucci e Casallo Z hanno comunque terminato la gara senza penalità nel tempo di 37.06 secondi. Il piazzamento del cavaliere italiano completa una buona prova complessiva degli azzurri in gara a Jumping Verona: quattro vittorie sulle otto prove disputate.

 

Queste le parole dei protagonisti del ‘Gran Premio Longines FEI World Cup™ Presented by Fixdesign’.

Bertram Allen, primo classificato:
Sono entrato in campo in barrage con l’intenzione di vincere, l’obiettivo deve essere quello”, ha detto il giovanissimo vincitore. “Ci speravo molto, ma non potevo certo averne la certezza, con questi avversari e con questo percorso! Comunque Molly Malone è una cavalla veloce, che dà sempre il 100% in ogni situazione, ero consapevole delle sue potenzialità. Ho spinto parecchio nel barrage e credo di aver guadagnato i 60 centesimi che mi hanno fatto vincere nell’avvicinamento al penultimo salto”.

Maikel van der Vleuten, secondo classificato:
Dove Bertram ha guadagnato io ho perso centesimi, ossia nella girata per affrontare il penultimo, per il resto credo proprio di poter dire di non aver perso tempo!”.

Marcus Ehning, terzo classificato:
Mi rende molto orgoglioso il risultato di Bertram, non sono il suo trainer, ma collaboriamo, quindi sono contento per lui e, ovviamente, anche per me!”.

Piergiorgio Bucci, migliore azzurro in campo, quinto classificato:
Sono felicissimo di questo risultato. Questo era per Casallo Z il primo indoor di questo livello, la stagione scorsa era infatti rimasto fermo per un infortunio. Quanto a me, anch’io erano anni che non saltavo in una tappa di coppa del mondo. Purtroppo questo non aiuta noi azzurri, ci manca l’abitudine ad affrontare questo tipo di barrage, ma direi che i margini di miglioramento sono decisamente ampi”.

Uliano Vezzani, Chef de Piste:
“Sono soddisfatto. Il futuro dell’equitazione italiana è decisamente roseo, in questa edizione di Jumping Verona abbiamo visto che i binomi ci sono, molti sono giovani, quindi non si può che essere ottimisti”.

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